1.
Propongo questo bell'articolo di Simona Orlando pubblicato da "Il Messaggero" il 2 dicembre, giorno stesso del concerto, dal titolo "Con i 99 Posse note sull'ingiustizia".
Dieci anni
sono passati dall' ultimo disco dei Nove Nove. Cifra tonda di silenzio, dopo il
gran chiasso che avevano alzato, all’inizio '90, nella scena alternativa non
solo napoletana, con brani-inno come "Curre curre guagliò". poi nel
1998 il botto discografico di “Corto Circuito” che li portò in classifica, “La vida que
viendrà”, il congedo su "NA9910". Nel 2005 lo scioglimento (una cattiva
notizia per chi credeva nella forza dei collettivi), nel 2009 infine la reunion in una data secca a Napoli
(galeotta fu Piazza del Gesù) e I'idea di provare a risuonare insieme: O'Zulu,
Marco Messina e Massimo Jovine, senza
Meg, che continua a seguire il suo percorso solísta. Infine, un mese fa, il
frutto concreto del riavvicinamento con la pubblicazione di “Cattivi Guagliuni”,
titolo anche del primo singolo accompagnato da un video girato dal regista Abel
Ferrara.
scritto e diretto da ABEL FERRARA
fotografia KENNY KELSCH
camera FRANCESCA AMITRANO, EMANUELA PIRELLI, LOREDANA ANTONELLI
scenografia FRANK DE CURTIS / trucco RENATA DI LEONE
elettricista MARCO FILIPPONE / montaggio NICOLA TRANQUILLINO
interpretreti: JOE CAPALBO ispettore / SALVATORE RUOCCO poliziotto
ALBERTO SANTONASTASO killer / PEJA killer
un ringraziamento speciale agli occupanti del TEATRO VALLE di Roma
produttore esecutivo FABIO GARGANO
2011 FIGLI DEL BRONX-MUSICA POSSE
all rights reserved
fotografia KENNY KELSCH
camera FRANCESCA AMITRANO, EMANUELA PIRELLI, LOREDANA ANTONELLI
scenografia FRANK DE CURTIS / trucco RENATA DI LEONE
elettricista MARCO FILIPPONE / montaggio NICOLA TRANQUILLINO
interpretreti: JOE CAPALBO ispettore / SALVATORE RUOCCO poliziotto
ALBERTO SANTONASTASO killer / PEJA killer
un ringraziamento speciale agli occupanti del TEATRO VALLE di Roma
produttore esecutivo FABIO GARGANO
2011 FIGLI DEL BRONX-MUSICA POSSE
all rights reserved
Perché se ne erano andati? Lo dice O'Zulù in “Canto pel dispietto”: “'Na decina d'anni fa
quando tutto andava bene e sembrava che Ia posse fosse un treno che nessuno,al
mondo poteva fermare, mi volli cimentare in un'impresa, senza offesa per
nessuno. che soltanto io là potevo pensare: scendère dal treno e tornare a
passeggiare tra la gente lontano dalI'ambiente dei vincenti, nel quale mio malgrado mi ero ritrovato. E nessuno mi ha
cacciato, sono io che sono andato via perché ai vostri salotti preferisco casa
mia, perché ho una faccia sola: la mia. Perché sono tornati? Risponde per le rime nel ritornello: “Pe'tutto'o
male ca s'è fatto/ canto pe' dispietto/
pe' chi si crede ca sto zitto. Lui canta pe' chi nun po'cantà>.
I 99 Posse
sono stati a lungo la colonna sonora dei movimenti. Quando loro si sono divisi
i movimenti sono continuati, non sempre uniti, a onde, fiaccati, ignorati,
azzittiti e risollevati, senza colonna sonora. Perché chi denuncia troppo spesso non si
schiera. I Nove Nove lo fanno eccome, hanno ancora qualcosa da dire nelle
quindici tracce, e se non dicono cose nuove è perché, da allora poco è cambiato:
la crisi, il precariato, le periferie, la corruzione del potere, I'opposizione
molle, I'ingiustizia sociale, i problemi degli ultimi. Parole poggiate come
pietre su raggamuffin e hip hop, elettronica: e hardcore punk, con la
collaborazione di vecchi amici (il produttore inglese Steve Lyon, a quota
tredischi con loro) e una squadra di nuovi complici: Caparezza, Daniele Sepe,
Speaker Cenzou, Valerio Jovine, Clementino e Fuossera, la Nuova Compagnia di
Canto Popolare.
Ad ascoltarli si balla, si ride amaro e intanto si pensa,”Tarantelle
pe' campà”, “Italia Spa”, “Yes weekend” (con
le voci campionate di Bersani, Franceschini e Finocchiaro, perché non si risparmia
nessuno), “Resto umano”, dedicata a
Vittorio Arrigoni, reportèr e attivista ucciso lo scorso aprile nella Striscia
di Gaza. Ci si ritrova tra le righe di “La pararrza di San Precario” (e per
questo ci si arrabbia) e si studia nella sede emerita University of
Secondigliano: “E scetammo ogni mattina
e amma vedé comm' amma fà,/dalla dose alle rose/ ma qua, legalità e illegalità?”,
dove la fatica di ritagliarsi un angolo di felicità in mezzo alla miseria passa
“Dallo Zen a Quarto Oggiaro, O' tenimmo scritto nfaccia dove studiamo”.
Stasera
l’Officina torna a far girare gli
ingranaggi all'Orion di Ciampino (costo del biglietto l0 euro).
Simona Orlando
Il backstage del video "Cattivi Guaglioni"
Realizzato da Loredana Antonelli
2.
A dieci anni dal loro ultimo album, tornano i 99 Posse
con l'album
Cattivi Guagliuni.
La loro è una voce unica in
Italia, lucida, radicale e underground, nata nella culla del primo rap italiano
ma che oggi spicca per la singolarità del punto di vista. Il loro linguaggio,
sempre molto acceso, suona persino più affilato e diretto di prima, certamente
più maturo. Le tematiche restano le stesse: l'ingiustizia, la repressione la
libertà; temi che sono forse persino più attuali oggi di allora e certamente
più urgenti.
Il suono di Cattivi Guagliuni
segna una sorta di ritorno alle origini e ripropone l'efficacissima miscela di
generi che caratterizza la band fin dal primo album, naturalmente aggiornata a
oggi.
Si va dall'R'n'B tinteggiato di
Reggae della title track ai suoni Nu Disco di Confusione totale e Penso che non
me ne andrò fino all'Hardcore Punk di La Paranza di San Precario. Con alcuni
punti fermi, innanzitutto il Raggamuffin (Canto pe' dispietto, Tarantelle pe'
campa') e l'Hip hop (Morire tutti i giorni, University of Secondigliano).
Anche i testi confermano e
rinnovano la tipica miscela di attivismo, dissacrazione e alta temperatura
emotiva degli esordi e ce n'è per tutti, a destra come a sinistra (farà
discutere lo short Yes Weekend, con le voci campionate di Bersani, Franceschini
e Finocchiaro).
Naturalmente si parla di
attivismo (Mo' basta, Penso che non me ne andrò), dell'Italia di oggi (Italia
Spa, Vilipendio) e della vita (Morire tutti i giorni) ma non manca il consueto
humor dei 99 Posse, in gran spolvero in Tarantelle pe' campà (con Caparezza).
Tra i picchi emotivi ci sono
Canto pe' dispietto, ricca di riferimenti auto-biografici anche controversi,
Mai più io sarò saggio (ispirato dalla raccolta Lamento in Morte di Carlo
Giuliani di Nichi Vendola) e Resto Umano, dedicata a (e con la voce di)
Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista italiano ucciso a aprile scorso
nella striscia di Gaza.
Ricco l'elenco delle
collaborazioni: da Caparezza a molti nuovi e vecchi complici della scena
napoletana: Daniele Sepe, Speaker Cenzu, Valerio Jovine, Clementino e Claudio
Marino.
Menzione a parte merita
l'incontro con Abel Ferrara, che ha diretto il videoclip del primo singolo
Cattivi Guagliuni.
Se c'è un'espressione che
descrive lo stato d'animo di questo album è Rinnovata Energia, chiaro segnale
di un ritorno sulle scene non occasionale né opportunistico.
L'album è in anteprima dal 18
ottobre solo su iTunes, mentre dal 25 ottobre sarà in tutti i negozi grazie
alla distribuzione curata da Artist First.
99 Posse University Of Secondigliano (feat. Clementino)
