Sette giovani di Greenpeace escono dal rifugio anti-radiazioni dove
sono stati chiusi per 28 giorni in condizioni di "sopravvivenza"
simulando una situazione post esplosione nucleare e salgono sul palco di
pazza del Popolo, a Roma, per portare la loro testimonianza nella
grande manifestazione di chiusura della Campagna referendaria contro il
ritorno al nucleare.
(da L'Altra Italia : ) Hanno vissuto per 28
giorni come se fosse esplosa una centrale nucleare: finestre chiuse,
niente cibi freschi, solo internet per comunicare la loro rabbia contro
chi vuole imporre i costi del nucleare alle nuove generazioni. Due di
loro hanno vissuto nelle ultime due settimane rinchiusi in un grande
bidone, costruito da Greenpeace di notte e in segreto sul Pincio a Roma,
diventato uno dei simboli più riconoscibili di questa campagna contro
il nucleare.
La protesta de ipazzisietevoi.org, nata sul web e
diffusa attraverso il passa parola sui social media, è cresciuta fino a
far raggiungere al sito web le 500mila visite e a farlo diventare uno
spazio di confronto e discussione libera sul nucleare, che ha raccolto
più di 1500 commenti.
"In questi 28 giorni, dal rifugio abbiamo
chiesto a chi ci seguiva di mobilitarsi: scendere in strada, stampare i
volantini e gli adesivi, convincere amici e conoscenti ad andare a
votare. In tanti lo hanno fatto e vogliamo ringraziarli tutti. Ora
toccava a noi scendere in piazza per urlare agli italiani che non
vogliamo questo futuro. Andate a votare!", è la preghiera dei ragazzi de
ipazzisietevoi.org.
IL VIDEO
Per l'ultima giornata di
campagna per i quattro referendum, ecco che i volontari di Greenpeace a
Roma il 10 giugno 2011, accompagnati da Salvatore Barbera, raccontano
la loro esperienza, durante la manifestazione nazionale "Io voto" che ha
diffuso la seguente nota: "Oggi è stata una bella giornata di
manifestazioni a Roma e in tutta Italia con più di mille piazze
coinvolte grazie al contributo di artisti, testimonial, cittadini e
comitati. Una giornata di festa, di musica e canto per celebrare il
diritto democratico di voto sancito dalla Costituzione".
Amanda Sandrelli chiude il suo breve, intenso
intervento con le parole di Vandana Shiva: "L'acqua non è la
coca-cola, sull'etichetta della quale una qualche azienda può scrivere
le proprie insegne, rivendicandone la proprietà. L'acqua è un prodotto
della natura, che gira tutto intorno al pianeta, come l'aria che
respiriamo. La globalizzazione della natura è l'unica globalizzazione
possibile, e noi dobbiamo rispettarla".
Il video è stato registrato a piazza del Popolo, Roma, il 10 giugno 2011, durante la Manifestazione di chiusura della Campagna referendaria contro il processo di privatizzazione dell'acqua, per la affermazione dell'acqua quale "bene comune". Occasione che ha visto alternarsi sul palco accanto ad Enrico Capuano, numerosi contributi artistici che potranno essere visti in post in via di pubblicazione.
Scarsa è stata la partecipazione alla manifestazione - link IO VOTO! - anche perchè occasione presa da vari politici di turno per "appendere il cappello" su un successo referendario annunciato. Tra questi il PD, con Luigi Bersani che ho visto presentarsi nello spazio tra 'pubblico' e 'palco' solamente per farsi vedere, nonostante l'esplicito divieto fatto ai politici dagli organizzatori di connotare con la loro presenza in palco la manifestazione. Mi è sembrato un piccolo Charlotte. Va da se che il PD poi ha continuato la propria politica, di fatto volta alla privatizzazione dell'acqua e alla negazione della validità del significato di "bene comune" quale si sta definendo a partire da numerose esperienze della cosiddetta società civile.
Il torrente che si vede nel video è stato ripreso sul Moncenisio, Val di Susa, terra di mia nonna, terra ora insediata dalla costruzione di un'inutile, dispendiosa ... linea ad alta velocità NOTAV.