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martedì 28 febbraio 2012

PASOLINI su tv-massmedia ... input x l'era internet

Pier Paolo Pasolini
da "Terza B - Facciamo l'appello, Intervista di Enzo Biagi, 1975



LINK utili pasoliniani
si possono trovare in fondo
alla scheda di wikipedia




mercoledì 30 novembre 2011

"LA NUVOLA DI PASOLINI" di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo --- allestimento per il Festival del Cinema di Roma 2011

video by giolo / suggestioni visive dalla mostra:

P.P.P. OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI

A cura di Gian Luca Farinelli, Cineteca di Bologna
Allestimento Dante Ferretti e Francesca Loschiavo
Ideazione Equa - Produzione Cineteca di Bologna
In collaborazione con Festival Internazionale del Film di Roma

Dopo Sergio Leone e Federico Fellini ecco al Festival Internazionale del Film di Roma un altro maestro, raccontato dal genio di Dante Ferretti e Francesca Loschiavo e dalle immagini dei suoi film. Pier Paolo Pasolini è stato uno dei testimoni più lucidi e sofferti dell'epoca che vide la trasformazione dell'Italia da paese contadino e agricolo a nazione industrializzata. Questo processo provocò profonde trasformazioni nel corpo del paesaggio italiano, come nel corpo e nella cultura della stessa popolazione italiana, in particolare delle classi popolari, che, secondo Pasolini, persero i loro caratteri originari aderendo ai modelli esaltati dalla televisione e dal consumismo. Era il processo che lo scrittore-regista definì "l'omologazione". Questa trasformazione, Pasolini l'ha raccontata non solo nelle storie narrate dal suo cinema ma anche attraverso la scelta dei volti e dei corpi dei suoi personaggi e attraverso il paesaggio urbano ed extraurbano in cui vivevano le loro storie, investito da trasformazioni che appaiono visibili dalla Roma di Mamma Roma (1962) alla Milano industrializzata e periferica di Teorema (1968). Nella prima sezione di questa mostra, le fotografie di scena di Angelo Novi (uno dei più grandi fotografi del cinema italiano) documentano la trasformazione della penisola così come l'ha implicitamente descritta Pasolini. La seconda sezione comprende invece una scelta di ritratti di Pasolini, sul set di film degli anni Sessanta e del suo penultimo film, Il fiore delle Mille e una notte (1974). Dalla ricca ed eterogenea varietà di ritratti, emerge l'intensa espressività del volto e del corpo di Pasolini fotografato da grandi autori quali Mario Dondero (che lo ritrasse durante la lavorazione di tre film risalenti ai primi anni Sessanta, La ricotta, Comizi d'amore e La rabbia), Angelo Novi e Roberto Villa, che condivise con Pasolini e la troupe alcuni mesi sul set di Il fiore delle Mille e una notte. Ma la sezione fondamentale della mostra è quella rappresentata dall'installazione originale creata in esclusiva da Francesca Loschiavo e Dante Ferretti, che di Pasolini fu prezioso collaboratore per i film Medea (1969), Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974) e Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975): una nuvola che nasce dalla macchina da scrivere, un fiume di parole, fogli, immagini, che ci restituirà l'emozione di un'opera unica e preveggente come quella che Pier Paolo Pasolini ci ha lasciato.

Auditorium di Roma - Prodotto da Fondazione Cinema per Roma
Promosso da
Fondazione Musica per Roma _ Roma Capitale _ Camera di Commercio di Roma _ Regione Lazio - Provincia di Roma

musica del video: "Cosa sono le nuvole" - (bach-modugno) di J. Pjetri - soprano N. Nori - Circolo P.P.Pasolini

"LA NUVOLA DI PASOLINI" video by Giolo

venerdì 25 novembre 2011

LAURA BETTI: MACRI' TERESA detta PAZZIA di pier paolo pasolini



NON SONO SOLO CANZONETTE, METTETEMI ALLE STRETTE!

"
Non vedo perché sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere più belle. Un intervento di un poeta colto e magari raffinato non avrebbe niente di illecito. Personalmente, credo che mi interesserebbe e mi divertirebbe applicare dei versi ad una bella musica, tango o samba che sia."

Così si esprimeva nel 1956 Pasolini intervistato dalla rivista "Avanguardia". L'occasione si presentò nel 1959, quando Laura Betti sollecitò agli amici scrittori e poeti i testi per le canzoni del suo nuovo spettacolo "Giro a vuoto", e all'appello risposero in molti, da Moravia a Flaiano, da Fortini ad Arbasino, e Pasolini contribuì con tre canzoni in romanesco, "Valzer della toppa", "Macrì Teresa detta Pazzia" e "Cristo al Mandrione", musicate da Piero Umiliani e da Piero Piccioni, che hanno tutte per protagonista una prostituta che una volta s'è presa una "toppa" ("ciucca" in romanesco), un'altra volta è stata arrestata e non vuol dire il nome del suo "pappone" che ama, e infine si ritrova sbattuta in una grotta del "Mandrione" (un buco squallido della periferia romana, verso Cinecittà, in cui negli anni cinquanta esercitavano le prostitute più malandate). "Ecchime drento qua tutta ignuda / e fracica fino all'ossa de guazza..../ vireme si ce sei Gesù Cristo....".

(dalla presentazione nel CD "Luna DI GIORNO" - Compilazione ideata e curata da Luciano Ceri - Consulenza artistica: Laura Betti - con la collaborazione del "Fondo P. P. Pasolini" - Micocci Dischitalia, 1995 - distr. BMG Ricordi S.p.A.)





 un interessante contributo
PASOLINI: MUSICA E VITA
di Roberto Gerardo