giovedì 8 dicembre 2011

ULDERICO PESCE, CORSO DI TEATRO CIVILE ALL'EX-CINEMA PALAZZO a SAN LORENZO

Il 5 e 6 Dicembre, dalle 18 alle 21, si è tenuto al Cinema Palazzo il corso di Teatro Civile tenuto Da Ulderico Pesce.
Le due giornate potranno avere con il nuovo anno sviluppo con uno 'spettacolo' - i presupposti ci sono tutti, e le basi si sono gettate - nella stessa sala Vittorio Arrigoni  sull'ex-Cinema Palazzo occupato e il quartiere di San Lorenzo che ne è espressione viva. Vedi anche il link:


Dalla presentazione delle due giornate del 'corso' con le parole di Ulderico: "Se uno di noi racconta una storia sua, una gita al mare con la persona che ama, una perdita tragica in famiglia, insomma una gioia o un dolore vissuto sulla propria pelle, si commuove o gioisce con un coinvolgimento assoluto. Quando invece si raccontano storie di altri non si riesce a vivere lo stesso coinvolgimento emotivo e organico. A me piace un teatro che riesce a presentare le storie di altri come proprie storie. Un teatro di coinvolgimento assoluto. In questo corso che terrò al Cinema Palazzo di San Lorenzo cercherò di percorrere, con chi vorrà seguirmi, questa strada.
Nello stesso tempo poiché da anni mi occupo del cosiddetto Teatro di impegno civile, cercheremo di analizzare le leggi strutturali che permettono di partire dall’indagine sul campo per arrivare a un copione e ad un vero e proprio spettacolo teatrale."



Ulderico Pesce, definito dalla critica italiana: “esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani”, è nato in Lucania ed ha quaranta anni. Allievo dell’Accademia di Teatro di Mosca diretta da Anatoli Vassilev, ha lavorato come attore con Luca Ronconi, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Sbragia, Gabriele Lavia e altri. Ha partecipato a vari progetti internazionali (Mosca-Roma: Ciascuno a suo modo di Pirandello per la regia di Vassilev, con il Teatro di Roma, l’Accademia teatrale di Mosca e l’Università “La Sapienza di Roma”; Berlino: Capitan Ulisse di Savinio per la regia di Erik Baranowski, con le Università di Berlino e di Parma).
Ha messo in scena Diario Ottuso di Amelia Rosselli, (parte del lavoro è andato in onda a Blob Fuori orario, Rai 3), Novecento di Alessandro Baricco e Levi Carlo Graziadio, scritto con Giovanni Russo. Successivamente ha scritto e diretto Contadini del Sud, tratto dall’opera di Rocco Scotellaro e Amelia Rosselli, con il quale ha partecipato a festivals in Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Colombia, Venezuela, Francia e Svizzera. Questo spettacolo, andato in onda su Rai Sat album, è stato definito da Franco Cordelli, sul Corriere della Sera: “Lo spettacolo più sorprendente della stagione teatrale”. Nel 2003 Pesce ha scritto e diretto L’innaffiatore del cervello dell’anarchico Passannante, con il quale ha partecipato al Festival Internazionale di Teatro di Santarcangelo di Romagna e a festivals in Cile, Argentina e Perù. Ha messo in scena inoltre Storie di Scorie: come si costruisce una pattumiera nucleare: Scanzano, Saluggia, Roma, Latina, Rotondella. Sta portando in scena Fiato sul collo i 21 giorni di lotta degli operai Fiat di Melfi con cui ha vinto il Premio Riccione per il Teatro 2005 sez. Marisa Fabbri.

Su Ulderico Pesce hanno scritto:
Di Ulderico Pesce hanno scritto:

L’Unità, Rossella Battisti: “Un narratore di un’Italia dimenticata. Del fare teatro passando per l’archivio, la memoria e poi agitando il tutto per un perfetto cocktail da scena. Teatro con senso e con anima che non finisce con la sigla “the end”, ma continua a lavorarti dentro e, magari, si aspetta che possa agire nella realtà.”

Corriere della Sera, Franco Cordelli: “Pesce recita come se fosse seduto a un tavolo con ciascun spettatore, mi racconta una storia, è la storia di un altro, ma potrebbe essere la sua. Pronuncia una lunga frase e fa una pausa, con calma come se il tempo fosse illimitato, come se fossimo a Matera e non fossimo incalzati da nessuna delle nostre pseudo-brame di vita

Avvenimenti, Marcantonio Lucidi: “Pesce, attore di sicura forza teatrale, è uno di quegli showman di cui l’Italia ha il segreto, i mattatori di estrazione locale ma di valore nazionale.”

La Repubblica, Nico Garrone: “Ulderico è come un felliniano cultore di bizzarri “amarcord” ignoti ai libri di storia e alle pagine dei grandi quotidiani”

L’Unità Adele Cambria: “Ulderico Pesce mi fa venire in mente per similitudine Ignazio Buttitta, il poeta siciliano che è stato l’ultimo dei grandi cantastorie del Sud.”

Il Manifesto Gianfranco Capitta: “Quella di Pesce è una teatralità piena e avvolgente”
Diario Attilio Scalpellini: “Dolce e dolente è la matrice del teatro estroverso e popolare di Ulderico”

Il Tempo Tiberia De Matteis: “Il teatro di Pesce cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica su importanti argomenti con la sua indubbia ed etica arte scenica.”

L’Unità Claudio Fava: “Piace perché racconta, affabula, ricorda, stupisce e insegna.”

Italia Sera Annalisa Venditti: “Il teatro di Pesce sa toccare naturalmente i vertici delle emozioni”