sabato 23 ottobre 2021

Per Sacco e Vanzetti "Lacreme 'e cundannate" - Alfredo Bascetta (1927)

Composta da Alfredo Bascetta,  il 5 maggio 1927, pochi mesi prima della definitiva condanna a morte. E' senz'altro la più famosa canzone napoletana sulla vicenda di Sacco e Vanzetti.

"Lacreme 'e cundannate" (Lacrime di condannati) è, forse, la canzone più completa, descrivendo minuziosamente l'episodio è una vera e propria denuncia: accusa chi ha vigliaccamente infamato Sacco e Vanzetti, dai giurati ai magistrati che non ascoltando le ragioni di chi è innocente, non hanno fatto giustizia, ma solo vendetta. La canzone si conclude con una preghiera al governatore Fuller, poiché è l'unica persona ancora in grado di abolire la sentenza di morte per i due immigrati.

"Lacreme 'e cundannate" è realizzata il 5 maggio 1927, quando ancora non è annunciata la definitiva condanna a morte. Fino alla fine si spera nella conoscenza della verità, nella speranza che la menzogna sia smascherata. Questo brano entra nel repertorio di Gilda Mignonette, anche se la Regina degli Emigranti, per evitare persecuzioni, evita di portare su supporto a 78 giri la canzone. Coraggiosamente, invece, "Lacreme 'e cundannate" è incisa da Alfredo Bascetta che può essere considerato, senza dubbio, il poeta più coraggioso, l'artista che più d'ogni altro prende a cuore il caso. Bascetta, fino alla fine, ha sperato che la sentenza di morte fosse revocata".



Alfredo Bascetta: "...Tra gli emigranti rientrano soprattutto i cantanti come Alfredo Bascetta, uno di quegli interpreti legati a filo doppio a questo ibrido repertorio italo-americano. Originario di Avellino, dopo un breve apprendistato a Napoli al teatro Trianon in una compagnia di cui faceva parte anche Elvira Donnarumma, ottenne una scrittura in Nord America, dove si esibì con Ria Rosa e diversi complessi. Cantante, attore comico, compositore ed impresario teatrale, ad Hollywood si dedicò al cinema collaborando con molti registi. Incise dischi per la Columbia, La Voce del Padrone e la Odeon e nel 1925 a New York fondò anche una casa editrice." da "Quando Cantava Napoli" di Simona Frasca

 


Ferdinando Nicola Sacco (Torremaggiore, 22 aprile 1891 -- Charlestown, 23 agosto 1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888 -- Charlestown, 23 agosto 1927) furono due anarchici italiani. Vennero arrestati, processati e giustiziati sulla sedia elettrica negli Stati Uniti negli anni venti, con l'accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio «Slater and Morrill». Sulla loro colpevolezza vi furono molti dubbi già all'epoca del loro processo; a nulla valse la confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, che scagionava i due.
Sacco di professione faceva l'operaio in una fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti -- che gli amici chiamavano Trumlin -- gestiva una rivendita di pesci. Furono giustiziati sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario di Charlestown, presso Dedham.
Esattamente 50 anni dopo la loro morte, il 23 agosto 1977 Michael Dukakis, governatore dello Stato del Massachusetts, riconobbe ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.

Fonte: Canzoni contro la guerra - Antiwarsongs