Questo video è stato oggetto di blocco da parte di Facebook, poi rimosso. Il video non fa altro che riportare pezzi di telegiornali e foto, in un ordine non casuale, ma corretto. Solo l'argomento, anzi il personaggio, Cesare Battisti - secondo me - ne è stato il motivo. O forse la neanche tanto sottile ironia tra il Battisti Cesare libero e il "canto libero" di Lucio Battisti. Erano i giorni della richiesta isterica - della malconcia diplomazia dell'ultimo governo Berlusconi - per la sua estradizione in Italia, cui è seguito un rifiuto dettato da circostanziati motivi; a confermarli la stessa insistente sospetta richiesta da parte di uno stesso governo cui il suo Presidente del Consiglio continuamente delegittima il potere giudiziario, - se è così insufficente perchè mai dovremmo consegnarlo alla giustizia italiana? Tra i motivi del diniego all'estradizione - che è bene soprattutto ricordare - è la non-garanzia sul trattamento che avrebbe potuto incontrare Cesare Battisti una volta giunto in Italia che un Paese che non ha sottoscritto la carta internazionale contro la tortura.
La suprema Corte ha rigettato la domanda d'estradizione dell'Italia.
Cesare Battisti è libero, ha lasciato il carcere di Papuda, nella
periferia di Brasilia, poco dopo la mezzanotte ora locale (le 5:00
in Italia). All'uscita non ha rilasciato dichiarazioni, ma si è
limitato ad un saluto con la mano prima di salire in macchina. Era
vestito con pantaloni e camicia chiara e, secondo alcune fonti,
trascorrerà la notte in un'abitazione di un quartiere residenziale di
Brasilia."Mi ha detto che ha scelto di vivere in Brasile, probabilmente
per lavorare come scrittore, qui ha molti amici", ha detto uno dei suoi
avvocati, Luis Roberto Barroso, che ha incontrato Battisti pochi minuti
prima della liberazione. Si è conclusa dunque l'annosa e sofferta
vicenda del'ex terrorista, che la Corte Suprema brasiliana ha deciso di
scarcerare con 6 voti contro 3 al termine di una seduta fiume a
Brasilia, ricca di colpi di scena e di lunghi soliloqui. Alla fine la
maggioranza dei giudici ha approvato incondizionatamente la decisione
proferita dall'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva di non concedere
l'estradizione in Italia dell'ex terrorista rosso, con una scelta fatta
il 31 dicembre, ultimo giorno del suo mandato.
La sessione
plenaria del Supremo Tribunale Federale (Stf) si é trasformata in una
maratona durata quasi sette ore. Grande sorpresa all'inizio ha destato
la proposta del giudice Marco Aurelio Mello, suffragata dal nuovo
giudice Luis Fux, per una mozione avulsa che proponeva la ricusa della
richiesta fatta dall'Italia di concedere l'estradizione, dal momento che
il presidente Lula non aveva rispettato il trattato di collaborazione
giuridica firmato a Roma dal Brasile. Hanno votato per il rifiuto
dell'istanza italiana, offensiva nelle parole di molti della sovranità
brasiliana, sei giudici contro tre, quelli stessi che hanno votato alla
fine per la scarcerazione di Battisti. A questo punto i nove giudici si
sono divisi in due fazioni: quelli che davano per già conclusa la seduta
plenaria, dal momento che era stata annullata la ragione stessa della
riunione del Stf, e quelli che volevano continuarla fino a che si
decidesse col voto sulla questione dell' estradizione e della
liberazione di Battisti.
Il giudice relatore Gilmar Mendes ha prolungato per quasi due ore la sua dichiarazione di voto favorevole a che l'ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) venisse consegnato alle autorità italiane. Ma a nulla è valso il suo tentativo di convincere in extremis i giudici ancora titubanti della gravità delle accuse rivolte a Battisti in Italia, che gli hanno fruttato la condanna all'ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni 70. Guidati dal giudice Mello, la maggior parte dei giudici si è espressa per l'immediata scarcerazione di Battisti, da oltre quattro anni detenuto nel penitenziario della Papuda a Brasilia. Il presidente del Stf, Cezar Peluso, nonostante avesse votato contro la scarcerazione assieme a Mendes e alla giudice Ellen Gracie, ha a questo punto proclamato la liberazione di Battisti che dovrà avvenire nelle prossime ore. Il legale brasiliano Nabor Bulhoes, inoltre, conta di fare ricorso contro la decisione del Stf presso il Tribunale Internazionle dell'Aja. (ansa)
Il giudice relatore Gilmar Mendes ha prolungato per quasi due ore la sua dichiarazione di voto favorevole a che l'ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) venisse consegnato alle autorità italiane. Ma a nulla è valso il suo tentativo di convincere in extremis i giudici ancora titubanti della gravità delle accuse rivolte a Battisti in Italia, che gli hanno fruttato la condanna all'ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni 70. Guidati dal giudice Mello, la maggior parte dei giudici si è espressa per l'immediata scarcerazione di Battisti, da oltre quattro anni detenuto nel penitenziario della Papuda a Brasilia. Il presidente del Stf, Cezar Peluso, nonostante avesse votato contro la scarcerazione assieme a Mendes e alla giudice Ellen Gracie, ha a questo punto proclamato la liberazione di Battisti che dovrà avvenire nelle prossime ore. Il legale brasiliano Nabor Bulhoes, inoltre, conta di fare ricorso contro la decisione del Stf presso il Tribunale Internazionle dell'Aja. (ansa)