"Non vedo perché sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere più belle. Un intervento di un poeta colto e magari raffinato non avrebbe niente di illecito. Personalmente, credo che mi interesserebbe e mi divertirebbe applicare dei versi ad una bella musica, tango o samba che sia."
Così si esprimeva nel 1956
Pasolini intervistato dalla rivista "Avanguardia". L'occasione si
presentò nel 1959, quando Laura Betti sollecitò agli amici scrittori e
poeti i testi per le canzoni del suo nuovo spettacolo "Giro a vuoto", e
all'appello risposero in molti, da Moravia a Flaiano, da Fortini ad
Arbasino, e Pasolini contribuì con tre canzoni in romanesco, "Valzer
della toppa", "Macrì Teresa detta Pazzia" e "Cristo al Mandrione",
musicate da Piero Umiliani e da Piero Piccioni, che hanno tutte per
protagonista una prostituta che una volta s'è presa una "toppa"
("ciucca" in romanesco), un'altra volta è stata arrestata e non vuol
dire il nome del suo "pappone" che ama, e infine si ritrova sbattuta in
una grotta del "Mandrione" (un buco squallido della periferia romana,
verso Cinecittà, in cui negli anni cinquanta esercitavano le prostitute
più malandate). "Ecchime drento qua tutta ignuda / e fracica fino
all'ossa de guazza..../ vireme si ce sei Gesù Cristo....".
(dalla presentazione nel CD "Luna DI GIORNO" - Compilazione ideata e curata da Luciano Ceri - Consulenza artistica: Laura Betti - con la collaborazione del "Fondo P. P. Pasolini" - Micocci Dischitalia, 1995 - distr. BMG Ricordi S.p.A.)

