In questi giorni di chiusura della Fiat-Termini Imerese - e, nell'ndifferenza generale al dramma di centinaia di lavoratori rimasti senza lavoro e delle loro famiglie (dov'è l'Italia dei Family Day?) - nella totale mancanza di solidarietà (anzi, solo poche settimane gli operai Fiat-Iribus furono persino manganellati - il problema, a Roma, è "il traffico") ... in una Roma in cui, incostituzionalmente, il sindaco Alemanno vieta i cortei, mi sarei immaginato di ritrovare quella città che era scesa in piazza, pochi giorni prima, il 15 ottobre: invece, al presidio a piazza del Popolo, in occasione dello Sciopero Generale Fiom, c'erano solo loro, i metalmeccanici giunti da tutta Italia per esprimere il proprio dissenso al piano di ristrutturazione capitalista che in nome del superamento della "crisi" sta smantellando il sistema di garanzie e diritti dei lavoratori, l'eliminazione di ogni elemento di rappresentanza che non sia a se funzionale, e tutto questo attraverso il ricatto "ad orologeria" e l'intimidazione diretta e indiretta; incapace poi di qualunque piano di crescita, di fatto sta procedendo verso la chiusura e dismissione dei maggiori impianti produttivi del Paese. Tra gli interventi delle varie realtà presenti, che con cuore accorato ha sentito vibrare di rabbia, disperazione, voglia di lotta, si colloca l'intervento di Stefano Rodotà che, partendo dalla premessa che la difesa dei diritti dei lavoratori FIOM non può - male se lo fosse - essere disgiunta da quella di tutti i diritti, affronta più in generale il programma liberticida del governo Berlusconi. Nessuno poteva immaginare che lì a poco sarebbe caduto, per far spazio al governo 'tecnico' Monti ... finendo tutti dalla padella alla brace.
Intervento di Stefano Rodotà - Libertà e dignità -
sintesi di quei diritti che si vogliono cancellare. Dalla crisi della
democrazia rappresentativa alla necessità di mobilitazione.
P.za del Popolo - Manifestazione nel giorno dello Sciopero Generale FIOM
in una Roma assente (e militarizzata), nonostante l'ordinanza Alemanno,
nonostante il #15oct: in una Roma assente meno che nei Palazzi, e
palazzine, dove si fa verdetto di mille e mille 'posti fissi'
precarizzati ... dove si sta - passo-passo - modificando la stessa
Costituzione.