mercoledì 16 novembre 2011

#RISPARMIATECI L'ASTERITY ... DRAGHI RIBELLI DA PASQUINO


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Roma, 26 Ottobre - il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha tenuto il suo ultimo discorso prima di diventare Presidente della BCE., in compagnia del ministro Tremonti e del presidente dell'ABI. Occasione la "giornata mondiale del risparmio", presso la sede dell'Acri (Associazione di fondazioni e di casse di risparmio), a Palazzo della Cancelleria.

Possono mancare l'appuntamento i draghiribelli? Possono farsi intimidire dai divieti del sindaco Alemanno e del ministro Maroni?

I Draghi ribelli sono scesi nuovamente in piazza contro Draghi. Stavolta si sono dati appuntamento di fronte al Palazzo della Cancelleria, in occasione dell'intervento del governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Una trentina di persone in tutto, si sono ritrovati a Corso Vittorio Emanuele II con cartelli come «Il vostro denaro è il nostro denaro», «-banche +banchi, +piazza -affari», «La borsa o la vita», oltre all'ormai noto stendardo rosso con l'immagine di un drago. Il 4 novembre, durante il G20 - hanno annunciato - faremo una grande assemblea pubblica, e l'11 novembre parteciperemo alla grande giornata internazionale 'Occupiamo Wall Street'».



Essendomi attardato per fare delle foto, ho poi visto i funzionari che hanno seguito il corteo, di mano propria, digrignando - questo è il termine adatto - un "bastardi" ... e farsi operatori dell'AMA ... staccare di propria mano tutto quanto "Pasquino scritto" ... neanche nella Roma papalina.

Cosa sono in realtà le “pasquinate”?

"Tutto iniziò intorno al 1400. Il potere della chiesa portava non poco malumore al popolo di Roma, vogliosa di più libertà. Fatto sta che di notte, ai piedi della statua, venivano appesi dei fogli satirici in versi rimati. L’obiettivo era quello di pungere i personaggi importanti di allora, ma soprattutto indirizzate alla chiesa e al papa.

Col tempo, la satira diventava sempre più feroce, sempre più pungente. Tanto che il popolo con ansia attendeva ogni giorno una pasquinata, ma la chiesa era terrorizzata da questa attesa. Già, la chiesa aveva paura. Pasquino era la voce del popolo, il malcontento popolare nei confronti del potere, era il riepilogo di ciò che la gente avrebbe voluto ma non poteva farlo. Roma era già piena di “ribelli” e aveva paura che queste satire potessero animare una rivoluzione.

Addirittura ci furono papi che fecero sorvegliare la statua notte e giorno, nella speranza di acciuffare il famoso Pasquino, come fece Benedetto XIII, creando però l’effetto di numerose altre pasquinate ai piedi d’altre statue. Adriano VI invece pensò bene di gettare la statua nel Tevere, fortunatamente ci ripensò. Ma in molti emanarono editti che precisavano la condanna a morte di Pasquino, una volta arrestato. Il caso vuole che per quasi cinquecento anni, Pasquino non fu mai trovato." (testo storico di L. Buonanno)